Sviluppato in collaborazione con Studio Shift, il workshop di Service Design, Urban & Landscape Design ha coinvolto gli studenti dei Master in Service Design & UX e Master in Urban Vision & Architectural Design nell’esplorazione del dialogo tra service design e urban design.
Anziché considerare il gioco come un risultato finale, gli studenti lo hanno utilizzato come pratica progettuale: uno strumento per attivare lo spazio pubblico, rafforzare le connessioni sociali e far emergere nuove possibilità per la vita urbana quotidiana.
Sviluppato in collaborazione con Studio Shift, il workshop di Service Design, Urban & Landscape Design ha coinvolto gli studenti dei Master in Service Design & UX e Master in Urban Vision & Architectural Design nell’esplorazione del dialogo tra service design e urban design.
Anziché considerare il gioco come un risultato finale, gli studenti lo hanno utilizzato come pratica progettuale: uno strumento per attivare lo spazio pubblico, rafforzare le connessioni sociali e far emergere nuove possibilità per la vita urbana quotidiana.
Leader Progetto | Mentore
Chiara Quinzii
Autori del progetto
Studenti dei Master in Urban Vision & Architectural Design e in Service Design & UX
Attraverso principi di service design, place-making e urban design, il workshop ha esplorato come interventi ludici possano trasformare il modo in cui le persone vivono e si relazionano con il proprio quartiere. Favorendo partecipazione, appropriazione e uso condiviso degli spazi, il gioco diventa uno strumento attraverso cui le comunità possono reinterpretare i luoghi esistenti e generare nuovi significati, relazioni e forme di appartenenza.
Il workshop si è concentrato sul quartiere Giambellino–Lorenteggio, un’area a sud di Milano interessata da importanti trasformazioni sociali e urbane, ulteriormente accelerate dall’arrivo della linea M4 e dalla riqualificazione di Piazza Frattini.
Piuttosto che proporre nuovi interventi di trasformazione fisica, gli studenti sono stati invitati a lavorare sul tessuto urbano esistente e ad attivarne il potenziale ancora inespresso. Attraverso il gioco, piccoli gesti quotidiani e nuove forme di partecipazione, hanno esplorato come spazi di passaggio, residuali o sottoutilizzati possano diventare luoghi più inclusivi, relazionali e vissuti.
I progetti
I progetti sviluppati hanno esplorato il gioco a scale diverse e in relazione a differenti generazioni e momenti della vita quotidiana, mettendone in luce il potenziale come strumento di connessione sociale e attivazione urbana.
A Due Passi reinterpreta spazi verdi sottoutilizzati come occasioni di cura, partecipazione e socialità per le persone anziane, mentre Stages si concentra sulla creazione di spazi inclusivi e informali in cui gli adolescenti possano incontrarsi, giocare o semplicemente trascorrere del tempo insieme. Frattini Green Continuum introduce momenti di gioco, pausa e interazione lungo i percorsi quotidiani del quartiere, trasformando gli spostamenti in opportunità per vivere lo spazio pubblico. 365 Days of Play esplora invece il gioco all’aperto durante tutto l’anno per i bambini più piccoli e i loro caregiver, integrando natura, condizioni atmosferiche e stagionalità nell’esperienza. Infine, In Between si concentra sugli adulti e sui momenti spesso trascurati tra movimento e sosta, attraverso interventi discreti che favoriscono attività spontanee, incontri e condivisione negli spazi esistenti di strade e piazze.
Nel loro insieme, i progetti mostrano come interventi puntuali e adattabili possano generare nuove relazioni tra persone e luoghi. Anziché progettare soluzioni rigide, gli studenti hanno interpretato il quartiere come un sistema vivo, utilizzando il gioco per stimolare la partecipazione, rafforzare il senso di appartenenza e trasformare gli spazi pubblici quotidiani in occasioni di esperienza collettiva.