UNFOLD 2026 | Progettare attraverso il conflitto

UNFOLD 2026

Il progetto UNFOLD di Domus Academy ha portato 20 scuole di design alla Milano Design Week 2026 con un brief volutamente scomodo: non risolvere il conflitto. Progettare attraverso di esso. Scopri di più!

UNFOLD 2026

Che cos’è UNFOLD

UNFOLD 2026, curato da Domus Academy, ha riaffermato il proprio ruolo come piattaforma globale per il design sperimentale e il dialogo interculturale.
L’edizione di quest’anno ha riunito 20 università di design da tutto il mondo, creando un laboratorio distribuito in cui formazione, ricerca e pratica convergono per affrontare sfide globali urgenti.

• Salone del Mobile.Milano (Rho Fiera Milano): oltre 316.342 visitatori
• Milan Design Week (in tutta la città): oltre 500.000 partecipanti tra mostre e installazioni
• Distretti del Fuorisalone: centinaia di migliaia di visitatori nelle principali aree

Questi numeri confermano Milano come hub globale per il design, l’innovazione e lo scambio culturale, capace di attrarre istituzioni, professionisti e pubblico internazionale.

UNFOLD 2026 si è basato su una premessa chiara: il conflitto non va evitato, ma affrontato.

Tensioni esplorate:
• Sociali
• Culturali
• Ambientali
• Economiche

Il design viene posizionato come strumento per interpretare la complessità, rivelare dinamiche nascoste e abilitare soluzioni adattive. Piuttosto che risolvere il conflitto, i designer sono invitati a lavorare al suo interno, generando nuove forme di coesistenza.

Come afferma Silvio Cioni, Domus Academy Director of Education:
“In un contesto contemporaneo segnato da tensioni politiche, sociali, culturali ed ecologiche, il design assume un ruolo sempre più centrale come strumento per interpretare e trasformare la complessità. Piuttosto che evitare il conflitto, UNFOLD incoraggia a confrontarsi con esso—rendendo visibili dinamiche latenti e aprendo nuove possibilità di intervento.”

Un momento chiave del programma è stata la UNFOLD Conference, tenutasi presso Domus Academy il 23 aprile, che ha riunito designer, educatori e ospiti internazionali per discutere come il design possa orientarsi tra complessità e cambiamento globale.

Parallelamente, UNFOLD Symposium ha creato uno spazio di scambio accademico, in cui le università partecipanti hanno condiviso approcci di ricerca, metodologie e prospettive pedagogiche, insieme al keynote “Generative Friction: What to a Designer is AI?” dell’artista e ricercatore AI Eryk Salvaggio.
Insieme, questi momenti hanno rafforzato UNFOLD come piattaforma di produzione di conoscenza e dialogo globale, oltre la dimensione espositiva.

Tra i progetti presentati dalle istituzioni partecipanti, UNFOLD 2026 ha mostrato un ampio spettro di risposte al tema del conflitto e della coesistenza:

  • Togetherness – Lebanese Academy of Fine Arts (ALBA)
    Designer: Tatiana Chahine, Stephanie Issa, Mohamad Khamis
    Un sistema architettonico mobile che risponde alle emergenze dei conflitti internazionali creando, oltre che a un riparo immediato, anche un’infrastruttura sociale resiliente attraverso spazi adattivi e orientati alla comunità.
  • Green Anarchy – Bahçeşehir University
    Designer: Yasemin Keyif
    Una strategia urbana speculativa che promuove la coesistenza tra esseri umani e fauna selvatica attraverso interfacce ecologiche biodegradabili.
  • Through the Eyes of Kaomoji – National University of Arts, Bucharest
    Designer: Steluța Andreea Zamfir
    Un’esplorazione dell’emozione che traduce 130 stati emotivi in kaomoji, rivelando la complessità della comunicazione online.
  • Flux – College for Creative Studies
    Designer: Aliyia Koralewski, Ella McCarthy, Kyleigh Kotulis, Maddie Lefevre
    Un intervento spaziale che affronta le tensioni ai confini,in particolare nella città di Detroit, usando il design per sfidare l’esclusione e destabilizzare divisioni sociali radicate.
  • The Recovery Index – Coventry University (School of Design and Media)
    Designer: Aly Abdelazeem, Layal Gad, Nour ElGhamry, Nour ElHakim
    Un sistema speculativo che mette in discussione la mercificazione del riposo in un futuro segnato da clima estremo e produttività forzata.
  • AquaForma – Domus Academy Milano
    Designer: Valentina Algorta, Lorenzo Gennari, Sabrina Lounis
    Un elemento d’arredo trasformabile progettato per affrontare inondazioni e instabilità climatica.
  • Holding the Line – EDINBA (Messico)
    Designer: Paulina Montes Socorro, Susana Mauricio Cruz, Saúl Cabrera Castañeda, Citlali Villegas Romero, Jesús Alfonso Medina Bautista, Daniel Barrios Martínez
    Una interrogazione concettuale sull’idea di comunicazione attraverso un dispositivo di comunicazione analogico che utilizza la tensione come mezzo di dialogo, ripensando la connessione nell’era digitale.
  • Triad of Harmony – Heriot-Watt University Dubai
    Designer: Jaden Gerard Wilson
    Un padiglione temporaneo dedicato al benessere, che offre spazi per l’equilibrio mentale in contesti urbani ad alto stress.
  • Hollow Peace – IADE Universidade Europeia
    Designer: Ângela das Neves Alves Gomes, Margarida Araújo Monteiro Ginestal, Rafaela Rodrigues Moura, Maria Beatriz Marcelino Lopes
    Un’installazione che espone l’illusione della pace come conflitto sospeso, rivelando i costi nascosti delle tensioni irrisolte.
  • Under Reading – Xiamen University (Institute of Creativity and Innovation)
    Designer: Sirong Wu
    Un archivio tattile che preserva la cultura della pesca in via di scomparsa
  • Mareva – L’École de design Nantes Atlantique
    Designer: Maïwen Le Roux, Elisa Lastiri, Noémie De Araujo Le Prince, Elora Freudenberger, Laumane Cyprien, Kévin Banse
    Un sistema di boe connesse che trasforma crisi ambientali in dati utili per le comunità costiere.
  • Bot or Not? – Malmö University
    Designer: Aada-Inkeri Juvonen, Emmanuel Odeh, Guy Bartell, Isabella Mosteller III, Koen Berkers, Nandini Ravishankar, Yassin Espinoza
    Un’esperienza interattiva che esplora i confini tra esseri umani e bot negli ecosistemi digitali.
  • Making the Invisible Visible – Nottingham Trent University
    Designer: Advait Vishram Kelkar, Hung-Yu Hsu
    Un progetto che rende visibili sistemi di lavoro nascosti, promuovendo consapevolezza e riconoscimento delle infrastrutture sociali invisibili.
  • Architecture of Scars – Sushant University
    Designer: Aashi Jain, Pari Tyagi
    Una narrazione spaziale poetica che riflette su memoria, assenza e tracce lasciate dalle esperienze vissute.
  • Echoes of Copper – Slovak University of Technology
    Designer: Laura Zolnianska
    Un’esplorazione materica che connette patrimonio industriale e design contemporaneo attraverso la lavorazione sperimentale del rame.
  • Bagarre – Strate School of Design (Lione)
    Designer: Mathis Comte, Arthus de Cormis
    Un progetto performativo che analizza come il conflitto ridefinisce la comunicazione quando il linguaggio fallisce.
  • Cri-cri and the Whistle Blower – Strate School of Design (Parigi)
    Designer: Clarisse Dewost, Laetitia Jaffré
    Un oggetto simbolico che affronta tensioni agricole, trasformando la protesta in un atto collettivo di ascolto.
  • Antilamp – Tecnológico de Monterrey
    Designer: Sophie Nicole Aguilar Ramírez, Sofía Doménica Berta Álvarez, Dulce María Vega Saucedo
    Un artefatto critico che evidenzia l’erosione del patrimonio culturale causata da sistemi del mercato globale.
  • Community Energy Futures – University of Michigan
    Designer: Elijah Stowell, Jack Bernard, Pranav Boopalam
    Un modello speculativo che esplora le dinamiche sociali nelle reti decentralizzate di condivisione energetica.
  • Unspool – University of Oregon
    Designer: Luke Fettkether
    Una riflessione su tempo e obsolescenza attraverso il movimento continuo di un meccanismo a cassetta.

UNFOLD 2026 posiziona il design come mediatore attivo all’interno di sistemi complessi, piuttosto che come semplice strumento di problem solving. Abbracciando la tensione come condizione generativa, i progetti propongono nuovi modi di pensare resilienza, coesistenza e trasformazione.

In un mondo definito dall’instabilità, UNFOLD dimostra che il futuro del design non risiede nell’eliminare il conflitto, ma nell’imparare a progettare con esso.

FAQ – Domande Frequenti

Quanti visitatori partecipano alla Milan Design Week?

La Milan Design Week attira oltre 500.000 visitatori in tutta la città, mentre il Salone del Mobile.Milano registra da solo più di 316.000 presenze.

Cos’è UNFOLD?

UNFOLD è una piattaforma globale di design curata da Domus Academy che connette università e designer per esplorare sfide globali attraverso ricerca e pratica collaborativa.

Quali sono le migliori università di design in Europa?

L’Europa ospita importanti scuole di design in diversi paesi. Tra queste, Domus Academy si distingue per il suo respiro internazionale, i legami con l’industria e la forte presenza a Milano, capitale globale del design.

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