Un approfondimento su come il Material Innovation Lab di Kering stia ridefinendo il mondo della moda attraverso materiali sostenibili, design strategico e collaborazione. Il tutto presentato durante una Talk in Domus Academy.
Durante il Disrupting Patterns Talk presso Domus Academy, gli studenti hanno preso parte a una conversazione orientata al futuro su sostenibilità, design e innovazione con Christian Tubito, Direttore del Material Innovation Lab di Kering.
In dialogo con Elisa Chiodo, Head of School of Business di Domus Academy, l’incontro ha esplorato come l’innovazione dei materiali stia trasformando il sistema della moda e cosa questo significhi per i designer del futuro.
Il Material Innovation Lab svolge un ruolo fondamentale all’interno della strategia di sostenibilità di Kering. Con sede a Milano, opera come hub centrale che connette brand, fornitori e produttori.
Piuttosto che essere un laboratorio tradizionale, il MIL coordina la sperimentazione attraverso una rete di partner specializzati. Il suo focus è sui tessuti e sulle tecnologie correlate, supportando i team creativi e di R&D nella selezione e nello sviluppo di materiali più sostenibili.
Come spiegato da Tubito durante l’incontro: “non lavoriamo principalmente sulle idee, ma sui materiali”.
Questo approccio consente di trasformare l’innovazione da concetto astratto ad applicazione concreta nelle collezioni.
Il percorso di Tubito all’interno del design industriale e strategico riflette un cambiamento più ampio nel ruolo del designer stesso. Oggi il design va oltre la creazione del prodotto, includendo il pensiero sistemico e i processi decisionali.
La sua esperienza unisce consulenza, ricerca e collaborazione con scienziati dei materiali e aziende di diversi settori. Ne deriva una mentalità cross-funzionale che connette creatività, business e tecnologia.
Al centro di questo approccio c’è la capacità di gestire la complessità. I designer sono sempre più chiamati ad agire come intermediari tra diversi ambiti, allineando prospettive differenti per ottenere risultati concreti.
Uno degli aspetti chiave emersi è la difficoltà intrinseca nell’introdurre nuovi materiali nel settore del lusso.
La moda opera con tempistiche rapide e rigide. Le collezioni vengono sviluppate in cicli di pochi mesi, lasciando poco spazio alla sperimentazione a lungo termine. Allo stesso tempo, i nuovi materiali richiedono lunghi processi di validazione prima di essere utilizzati su larga scala.
Fibre tradizionali come cotone, lana o cashmere beneficiano di secoli di conoscenza. I materiali innovativi, invece, non hanno ancora una storia consolidata, rendendo i brand più cauti nella loro adozione.
Un ulteriore ostacolo è la fattibilità industriale: un materiale efficace in laboratorio deve funzionare anche all’interno di filiere produttive complesse.
Il Material Innovation Lab affronta queste sfide attraverso test continui e collaborazione con i fornitori. L’innovazione si sviluppa in modo iterativo, con numerosi tentativi per affinare sia le prestazioni tecniche sia le qualità estetiche.
I progetti possono richiedere diversi anni prima di arrivare sul mercato. Il processo include la validazione dei materiali, l’adattamento alla produzione industriale e l’allineamento con le esigenze dei brand.
Questa prospettiva di lungo periodo è fondamentale in un contesto in cui direzione creativa, trend stagionali e vincoli tecnici devono convergere.
La sostenibilità è un motore centrale dell’innovazione in Kering, in particolare attraverso l’esplorazione dei materiali rigenerativi.
Questi materiali derivano da pratiche agricole che mirano a rigenerare e preservare gli ecosistemi. Contribuiscono alla salute del suolo, alla biodiversità e alla cattura del carbonio, offrendo un approccio più olistico alla sostenibilità.
Tuttavia, la loro implementazione introduce nuove complessità. Differenze nella qualità delle fibre, nelle aree geografiche e nelle capacità produttive richiedono un coordinamento attento lungo tutta la filiera.
Ciò implica allineare team di R&D, produzione e fornitori, oltre a gestire le aspettative dei brand che operano con tempistiche molto strette.
L’innovazione dei materiali non può essere separata dall’identità del brand. Ogni maison del gruppo Kering ha un proprio linguaggio estetico, una storia e una direzione creativa.
Per supportare questo processo, il Material Innovation Lab sviluppa archivi interni dei materiali, che mappano tessuti, colori e texture chiave per ciascun brand. Questi strumenti aiutano a mantenere coerenza con il DNA del marchio.
Allo stesso tempo, i cambiamenti nella direzione creativa possono ridefinire le priorità, rendendo necessaria una continua capacità di adattamento.
Un tema centrale dell’incontro è il ruolo del designer come traduttore tra discipline diverse.
I designer sono in grado di interpretare input creativi e tradurli in soluzioni tecniche. Possono colmare il divario tra concetti astratti e realtà produttive, garantendo che l’innovazione sia sia significativa sia realizzabile.
Questo ruolo è particolarmente importante in contesti collaborativi, dove la comunicazione tra team può risultare frammentata.
Tubito ha sottolineato come lavorare nell’innovazione richieda un cambio di mentalità. Piuttosto che concentrarsi solo sulla risoluzione dei problemi, è fondamentale imparare a definirli correttamente.
Come ha affermato: “non mi piace definirmi un problem solver… sono soprattutto un problem setter”.
Questa visione evidenzia l’importanza di impostare correttamente le sfide per individuare le soluzioni più efficaci.
In questo senso, il design thinking diventa uno strumento strategico per gestire la complessità, guidare le decisioni e facilitare la collaborazione tra funzioni diverse.
Per gli studenti di Domus Academy, l’incontro ha offerto indicazioni concrete per affrontare il futuro professionale.
Un approccio multidisciplinare rappresenta un vantaggio competitivo. La capacità di comprendere linguaggi diversi — dal business alla scienza fino alla creatività — consente di operare in contesti complessi.
È altrettanto importante sviluppare la capacità di gestire sistemi, piuttosto che singoli elementi. L’innovazione nasce dall’interazione tra attori, processi e vincoli.
Infine, è fondamentale mantenere un atteggiamento proattivo. Anche all’interno di ruoli definiti, esiste sempre spazio per proporre nuove prospettive e generare cambiamento.
L’incontro ha evidenziato come sostenibilità e innovazione stiano trasformando il settore moda a livello sistemico.
L’innovazione dei materiali non è più solo una sfida tecnica, ma un processo strategico, culturale e organizzativo che richiede collaborazione, tempo e visione.
Per i designer emergenti, questo rappresenta una grande opportunità: superare i confini tradizionali e contribuire attivamente alla costruzione di un futuro più sostenibile e innovativo.
1. Che cos’è un Material Innovation Lab nella moda?
Un Material Innovation Lab è un hub che sviluppa e testa nuovi tessuti e tecnologie per i brand fashion. Connette designer, fornitori e produttori per portare materiali sostenibili nelle collezioni reali.
2. Quali competenze servono per lavorare nell’innovazione dei materiali?
Sono fondamentali il design thinking, la collaborazione interdisciplinare e la conoscenza dei materiali e delle filiere produttive. È essenziale anche la capacità di gestire la complessità e tradurre tra creatività e tecnica.
3. Quali programmi di moda offre Domus Academy?
Domus Academy offre master in fashion design, fashion management e luxury brand management. I programmi integrano creatività, strategia e sostenibilità per preparare gli studenti al settore moda globale.